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Disgusto per stile

Disgusto per stile
di nino romeo

 

premio riccione per il teatro 1999, ex aequo

con
graziana maniscalco, nino romeo, rosario minardi, maria rosa sapienza

regia
nino romeo


scene e costumi
umberto naso


musiche
franco lazzaro

 

Disgusto per stile è un testo basato su contraddizioni continue: una scena iperrealista (una cava di pietra lavica) e una struttura drammaturgica antinaturalista; due personaggi fortemente concreti, U Siccu (Il Magro) e U Rossu (Il Grasso), manovali del cantiere; due personaggi, che mutano costantemente identità, Chiddu/Costui e Chidda/Costei (ora padre/lupo e Cappuccetto Rosso, ora cacciatori tra le rovine dell'Europa dell'est, ora madonna eretica e confessore) che alternano puri slanci nichilisti a rassegnate constatazioni sugli obblighi quotidiani; un linguaggio che passa con determinata casualità dall’italiano ai dialetti siciliani.

 

 

Ma Disgusto per stile è anche una costante dichiarazione di disagio, gridata senza infingimenti: contro gli intellettuali che esultano per la presunta dissoluzione delle ideologie; contro la perdita delle identità geografiche dei valori (forse che destra e sinistra non parlano oggi lo stesso linguaggio?); contro la violenza del cattolicesimo (mio contributo antigiubilare dopo aver assistito a sperperi, omologazioni, opportunismi di ogni sorta).

E queste affermazioni di principio, che serpeggiano nel testo, rimandano alla opportunità/necessità/indispensabilità di ripensare, in termini di contemporaneità -e non di mera attualità-, al valore di un teatro politico. Non vi è la pretesa di segnalare una strada; in questo spettacolo propongo le contraddizioni, il disorientamento, i timori di chi -come me- crede che parole come rivoluzione, lotta di classe, autogestione, libertà non siano da rinchiudere in un vocabolario di lessici da fine millennio.

Per queste ragioni, Disgusto per stile è un testo umorale più che immorale: certamente non amorale, poiché ricerca nuove disposizioni e tensioni etiche. Questa tensione genera una struttura dialogica di impianto aforistico tra i due personaggi/non personaggi -con rimandi al buon Nietzsche, genuino antifilosofo-.

Il testo possiede una sua intrinseca levità con dialoghi e situazioni dai risvolti comici.

L'autore non accetterebbe mai di inviare Disgusto per stile alla commissione di censura. Pertanto lo spettacolo, ad evitare sermoni di benpensanti e coccoloni di rane d'acquasantiera, è da considerarsi sconsigliato ai minori per autodisciplina forzata.

 

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